Un desiderio chiamato Tram

Palermo ha ricevuto come regalo di Natale un tram, tre linee per la precisione.
Questo è il risultato, questo il successo di cui esultare, il resto non importa.

Non importa come siano stati assegnati gli appalti all’epoca di Cammarata e poi di Orlando.
Non importa come e se siano stati rendicontati i fondi europei per le opere.
Non importa come sia scritto il contratto di servizio AMAT.
Non importa che sia stato portato in Consiglio Comunale il 15 dicembre dando pochissimo tempo ai consiglieri per la discussione in aula.
Non importa se la ZTL ridurrà o meno la CO2 o se servirà solo a finanziare l’AMAT.

Palermo da Natale 2015 ha tre linee del tram, solo questo importa. Quello che importa è avercela fatta, aver dimostrato ancora una volta che in Italia è superfluo considerare come si fanno le cose, ma è importante solo farle. Renzi ha fatto l’EXPO, Orlando ha avviato il tram, mi sembra in linea con il nostro tempo.

Allora mi chiedo: che senso ha combattere la criminalità se chiudiamo gli occhi di fronte a quello che riteniamo bene comune, disinteressandoci di come si ottiene questo bene?
Perché non ce la prendiamo con chi non ha trasmesso gli atti dovuti al Consiglio Comunale per tempo, garantendo la necessaria trasparenza, e siamo pronti ad inveire contro chi “abusa” dell’auto?
Ovviamente ognuno ha il suo grado di tolleranza a seconda della propria sensibilità sui diversi argomenti e oggi coloro che chiamano panormosauri chi usa l’auto elogiano l’atto di responsabilità dei consiglieri comunali e degli assessori che hanno approvato l’avvio di questa avventura, nonostante i modi non perfetti.
E’ davvero un atto di responsabilità turarsi il naso e firmare?

Oggi molti esultano perché il tram è partito, e con lui la macchina che permette di muovere centinaia di milioni di euro, non si sa bene verso quali tasche, non si sa bene con quale sostenibilità economica. Vedremo come andrà, ma di certo nessuno pagherà per gli errori passati.

Io non esulto perché penso che ancora una volta abbia vinto un processo sbagliato.

Non fraintendetemi, io il tram lo voglio a Palermo così come voglio le pedonalizzazioni, desidero però che la città non smetta di battere i pugni pretendendo l’ottenimento dei risultati attraverso processi virtuosi. Desidero che la città non sia più messa con le spalle al muro, costretta ad esultare per una vittoria a tavolino.

Per questo non gioisco del tram, non perché non lo desideri, non perché non sia un regalo di Natale ecologico, ma perché lo sarebbe anche una bici rubata.

P.S.: io da gennaio pagherò la ZTL perché lavoro in Centro Storico e ogni tanto avrò bisogno di raggiungere il mio studio in macchina anche se normalmente vado a piedi. Vorrei però che i miei soldi, pur finanziando l’AMAT, servissero a ridurre l’inquinamento. Sarebbe un atto di responsabilità del Consiglio Comunale approvare un provvedimento che restituisca i soldi ai cittadini nel caso in cui l’obiettivo di ridurre le polveri sottili non si raggiungesse.

 

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Michelangelo Pavia

Sono nato a Milano ma ho deciso di cambiare vita scegliendo Palermo come città in cui vivere.

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